Femminicidio, quant’è comodo pensare che non esista

Rispetto al fenomeno del femicidio/femminicidio, pare che sia in atto un tentativo di ridimensionamento se non addirittura di negazione del fenomeno. Ne parla dettagliatamente Loredana Lipperini, in un’attenta e documentata analisi dei numeri che da alcuni vengono addotti per giustificare l’idea che il femminicidio sia soltanto una bolla mediatica, alimentata dall’isterismo dei giornali e da un pessimo e distorto uso dei dati statistici. Al termine del suo puntuale smontaggio delle affermazioni negazioniste, la Lipperini afferma:

se abbiamo davanti un’incidenza percentuale che ci dice che, a differenza di altri delitti, il femminicidio esiste e non cala come gli altri crimini, se abbiamo davanti un’assenza di dati e di risorse, si dovrebbe concludere – e sarebbe logico farlo – che abbiamo un problema. Il drappello di fact-checker, invece, conclude che NON lo abbiamo.

Difficile non condividere. A questo punto, la domanda che si impone è: perché?

Continue reading

Meditazioni fra Orazio e Buddha

Qual è la linea di confine fra l’erudizione e la cultura? E poi, che cosa significa davvero “cultura”? Perché continuare a commentare, insegnare, consultare la sterminata biblioteca di Babele che il tempo ha accumulato alle nostre spalle? In che modo quel che hai letto o studiato ti è davvero utile, ovvero può migliorare seriamente la tua vita e fare da argine a tutto ciò che ti pare incomprensibile, insensato, a volte devastante?

E se facessimo un bel frego liberatorio su tutto ciò che abbiamo imparato e magari dimenticato, su quello che ci sentiamo in colpa di non aver ancora affrontato,  e anche su quello che dovremmo conoscere e di cui, magari, non abbiamo nemmeno sentito parlare? A che servono le chiacchiere morte di uomini e donne a loro volta morti da secoli, se non da millenni?

Continue reading

Requiem per il liceo classico. A Piombino (e non solo).

Insomma, pare che a questo punto l’encefalogramma del paziente (l’indirizzo classico dell’ISIS Carducci Volta Pacinotti di Piombino) sia definitivamente piatto. Le iscrizioni non sono state sufficienti (solo 15 ragazzi) e quindi la IV Ginnasio per l’a.s. 2013-2014 non è stata concessa. L’ultima classe presente nell’indirizzo, la terza, è ormai in dirittura d’arrivo. Dopo una lunga e gloriosa storia, il liceo classico piombinese chiude i battenti, strangolato dai tagli, dalla crisi e, se vogliamo, anche da una certa incuria.

Una classe di 15 alunni, evidentemente, viene ritenuta un investimento non produttivo.  E’ morto il classico, ma in compenso abbiamo il liceo delle scienze umane, il liceo linguistico, il liceo scientifico tradizionale, il liceo scientifico opzione scienze applicate. La iscrizioni reggono, anzi, aumentano. Magari, in un futuro più o meno prossimo, ci toccherà, chissà, l’artistico. O il liceo sportivo. Tutto bene, dunque? Mah

Continue reading

La cultura non vale un c****: ovvero la rivincita degli idraulici.

Mi si scusi il francesismo del titolo, appena attenuato dall’uso degli asterischi. Vi ricordate la vecchia frase di Tremonti “con la cultura non si mangia?” Le polemiche furono molte ma, se esaminiamo la realtà dei fatti, Tremonti aveva ragione. La svalutazione sistematica del lavoro intellettuale, in un contesto che monetizza tutto, conduce a questa amara conclusione: anche se ci sciacquiamo la bocca con l’idea meravigliosa di vivere nella “società della conoscenza“, in realtà, almeno in Italia, il sapere conta poco e, soprattutto, raramente ti consente di vivere dignitosamente (al massimo puoi sopravvivere), se non hai alle spalle beni di famiglia consistenti e sicuri.

Continue reading