Piombino non deve chiudere. Cronaca di giorni difficili

Sono giorni difficili per la mia città. Dopo il presidio al Rivellino di operai e studenti, assieme al sindaco Gianni Anselmi, ieri, al Ministero dello Sviluppo Economico è stato consumato l’ennesimo strappo, in un tesissimo incontro che ha visto come protagonisti il sottosegretario Claudio De Vincenti, i rappresentanti sindacali, lo stesso sindaco e il governatore Enrico Rossi.

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Di acciaio, ambiente, strumentalizzazioni

L’articolo di Alessandro Marescotti, presidente di PeaceLink,  pubblicato sul suo blog (ospitato del Fatto Quotidiano) a proposito della manifestazione di ieri a Piombino è stupefacente. Praticamente costruito sul nulla: una polemica pretestuosa e strumentale, dai toni anche piuttosto offensivi nei confronti dei cittadini piombinesi, che vengono descritti come una massa di utili idioti manovrati dalla politica locale per loschi interessi e pronti ad sacrificare la salute loro e dei loro figli sull’altare del lavoro ad ogni costo

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Questo non è un titolo (e questo non è un post su San Girolamo)

sangerolamostudioAll’inizio, in realtà, avevo pensato un titolo che mi piaceva, soprattutto se letto come ideale didascalia all’immagine che correda questo post (San Girolamo nello studio, di Antonello da Messina): qualcosa come “San Girolamo e la Rete” o “San Gerolamo irRetito” o cose così. Poi mi sono detta: e chi vuoi che  legga un post presentato con il nome di un santo proprio in apertura e un’immagine rinascimentale come commento? Già qualcuno dei miei più affezionati lettori mi rimprovera uno stile poco adatto ad un blog: troppa esibizione di cultura (e me ne dispiace, perché io so quanto sia incerta e frammentaria la mia cultura), troppe citazioni, troppi link che pochi si danno la pena di seguire. In fondo, troppe parole. Beh, e allora proviamo in stile Magritte, hai visto mai.

Questo post sarà condiviso sul mio profilo facebook e già lo so: molti si fermeranno al titolo del link e all’immagine. Un po’ com’è successo nei giorni scorsi con il post su Laura Boldrini: non sono mancati i commenti del tipo “fatevene una ragione, Laura Boldrini è antipatica”, come se mi fossi arruolata nel cospicuo esercito dei difensori d’ufficio del Presidente della Camera e il post non fosse altro che un esempio della mia militanza. Non era così, ma tant’è: a molti è bastato il link e la conclusione era già pronta e servita.

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