Bacheca aperta, porta aperta

Bacheca aperta, porta aperta

aprire la bacheca, far scoppiare la bollaLa mia bacheca Facebook, il mio profilo Instagram, il mio account Twitter restano ostinatamente aperti: e con questo post spiego perché. 

Da molti anni, ormai, mantengo aperta la mia bacheca di facebook (mi riferisco a facebook, perché altrove, anche se esiste, la mia presenza è molto più appannata), in modo che quanto scrivo e condivido sia visibile al mondo tutto e non solo ai miei contatti. Va detto che il numero dei miei «amici» su facebook è abbastanza alto: al momento 3250 più 121 followers che hanno la possibilità di leggere i miei post pubblici, ovvero tutti. Siamo ben lontani dal cosiddetto «numero di Dunbar», ovvero il numero massimo delle relazioni sociali stabili che un essere umano è in grado di sostenere (ne parlavo in un altro post, un po’ di tempo fa): quindi mi rendo conto che le cifre sopra sbandierate sono sicuramente più virtuali che reali, se mi si consente di usare questa parola notoriamente fuorviante.

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Leggibilità (a proposito di scrittura facile e difficile)

Leggibilità (a proposito di scrittura facile e difficile)
granciporro

immagine di un granciporro

Niente da fare. La mia scrittura è «difficile». E il plugin che, quando pubblico un post, verifica la mia capacità di ottimizzazione SEO, ogni volta mi segnala impietosamente che il livello di leggibilità del mio stile è parecchio carente. Questo pezzo, vi avverto, non farà eccezione: anzi ricercherò scientemente (sic!) un livello di leggibilità assai basso. Alla faccia del plugin.

Qualche giorno fa, mi sono imbattuta in questo post sulla Rivista di Babbel (la piattaforma online per lo studio delle lingue straniere): Bellissime parole italiane dimenticate. Per inciso vorrei notare che il contenuto dell’articolo circola da tempo in Rete, in altri luoghi e forum. E da lì ha preso nuova vita, approdando in altre pagine, nonché, immagino, in innumerevoli bacheche facebook. Insomma il trionfo del copia-incolla.

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Complicato, complesso, complotto

Complicato, complesso, complotto

maledire-oscurita-lao-tseIl mondo è complesso e non di rado complicato. Così complicato  che molti , non riuscendo ad accettare l’imprevedibile caos che lo governa, ricorrono spesso a teorie complottistiche, o comunque fantasiose, di vario tipo e natura: immaginazioni di questo tipo almeno danno senso, e un senso facile, comprensibile, a ciò che non si capisce. 

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Il mio «PhD» … (non più «candidate», finalmente!)

Il mio «PhD» … (non più «candidate», finalmente!)

E così ho finito, almeno per il momento. Il 19 dicembre ho conseguito il mio dottorato in Sociologia e Storia della Modernità presso l’Università di Pisa , con una tesi dal titolo «La marginalizzazione dei saperi umanistici nel sistema di istruzione. Percezione sociale e strategie di resistenza». In commissione il mio relatore, Vincenzo Mele, affiancato dai commissari Alfonso Maurizio Iacono (Università di Pisa) e Mariano Longo (Università del Salento). Discussione ricca di spunti e di ulteriori suggestioni: per me non un punto di arrivo ma una nuova partenza, per approfondire ulteriormente la questione (che per me, in quanto docente di Lettere nei Licei, è evidentemente cruciale). Di seguito la traccia che mi ha aiutato a presentare il mio lavoro alla commissione e la presentazione.

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La collezionista di titoli … frustrata

La collezionista di titoli … frustrata

carta-del-docente-581x250Dice: ma che te ne fai di una seconda laurea? ne hai già una, sei in procinto di conseguire un dottorato, sei docente di ruolo da trent’anni, ben radicata nella tua scuola, quindi, a meno che tu non ti imbarchi in qualche impresa criminale, è impossibile che ti mandino via … e allora?

Beh, voglio levarmi uno sfizio e chiudere un conto aperto dall’epoca dei miei giovanili studi universitari, quando la seconda laurea era in programma, ma poi sfumò per improvvise e irrisolvibili difficoltà familiari ed economiche.

E siccome il MIUR mi omaggia di 500 euro che posso spendere in formazione, ho pensato bene che, una volta chiuso il dottorato, avrei potuto usare quei soldini per coltivare il mio antico amore per la filosofia (antica, per di più). Di computer, del resto, ne ho cinque (più quelli dei figli), di libri qualche migliaio, al cinema ci andrei lo stesso, a prescindere dai 500 euro, dal punto di vista della didattica innovativa e digitale IO, come animatore, dovrei fare formazione agli altri … insomma, per le mie esigenze di classicista, ancorché “digitale”, un bell’approfondimento strutturato nell’ambito della filosofia greca risulterebbe essere la classica spruzzata di cacio sui maccheroni.  Continue reading

Mi avete preso sul serio? Sbagliato!

Mi avete preso sul serio? Sbagliato!

baby georgeScendiamo dall’Olimpo delle parole dotte nella concreta pratica comunicativa della Rete. Ho iniziato il post precedente  con una citazione di Machiavelli, ho proseguito utilizzando volutamente un registro linguistico selettivo e pomposo (usando termini come “capitale culturale e/o sociale”, “inflazionati”, “analfabeti funzionali”, “decostruita”  etc etc,  e una sintassi non esattamente lineare), ho chiuso con Guicciardini. Dopodiché ho condiviso il tutto su Facebook: quanti fra i miei contatti, ammesso e non concesso che lo sbiaditissimo titolo «Scuola e Democrazia» abbia attirato più di due lettori, saranno arrivati fino in fondo comprendendo compiutamente senso e implicazioni (ah, “implicazioni” … altra parolona!), magari seguendo i link,  di quel faticosissimo scritto?

Un tweet non eccede i 140 caratteri. Si dice che un post su Medium abbia maggiori possibilità di essere efficace se il tempo impiegato per leggerlo non supera i 7 minuti. E via così.  Magari ho inanellato una serie impressionante di luoghi comuni, ma l’ho fatto violando scientemente (che vi volete aspettare da una che usa avverbi così?) le regole più elementari della comunicazione sul web (per inciso, continuando così,  questo blog non riconquisterà mai più il suo antico ranking). Ho ottenuto uno strano ibrido (insisto!) fra una patetica esibizione di sociologichese spurio,  una noiosissima lamentazione da blogger fallita,  e una scontata ancorchè pensosa riflessione di prof frustrata in preda ad un delirio citazionistico. Insomma, una stronzata. Forse.