Deve essere vero. Lo dice facebook

C’è un aspetto della vita sui social network che mi innervosisce particolarmente: vedere come persone intelligenti, dotate di normale raziocinio e capacità di discernimento, siano pronte a copiare-incollare qualsiasi sciocchezza si diffonda viralmente fra i propri contatti, senza verificare se l’informazione sia o no corretta. 

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Io e i miei libri

Di làQuesto quadretto, che mi sono affrettata ad appendere, è il dono natalizio e assolutamente delizioso di un caro amico di vecchissima data che, evidentemente, mi conosce bene. Il disegno scelto dal mio amico è di Guido Scarabottolo. 

Spesso, nel corso della mia vita, mi sono trovata davanti al mio personale muro del pianto. Ogni volta, con pazienza, mi sono arrampicata su una pila di libri per vedere se, per caso, mi riuscisse guardare dall’altra parte, e magari scavalcare per andare a fare un giro di là. Ed è accaduto che la pila crollasse, e mi ritrovassi, mio malgrado, con il culo per terra. Allora, dopo aver ripreso fiato, ricominciavo a tirar su la fragile scala di pagine, e tentavo ancora: del resto, che altro avrei potuto fare? Non conoscevo, non conosco altro mezzo. Ogni volta, e non senza fatica, non senza pagare comunque un prezzo, ho riconquistato un piccolo frammento di felicità: o, più semplicemente, visto che “felicità” è forse una parola troppo grande, di serenità. Ho così vissuto vite che non erano la mia, e ricordato qualcosa di fondamentale che, come tutti, mi capitava di dimenticare: ovvero che, oltre la trappola dei nostri piccoli egoismi e delle nostre meschine paure ed ambizioni, ci sono mondi infiniti da sfidare ed esplorare. E’ arrivata, a un certo punto, la Rete, e allora ho potuto condividere il mio angulus appartato con tanti altri, vicini e lontani, simili a me o diversi, tutti comunque spinti dal desiderio di andare oltre quel muro, di non lasciarsi fermare in primo luogo da quelle barriere che ci costruiamo per difenderci ma che poi, alla fine, ci imprigionano.

Io sono quella figurina che chiude gli occhi davanti al muro e vuole arrendersi. Ma sono anche quel signore che sale sulla torre di libri,  sotto il braccio l’ultimo che ha letto, e guarda di là. E poi magari volerà via, su ali fatte di parole.

Per tutti quelli che capiteranno qui, perché anche loro ricordino che è sempre possibile spiccare il volo.

 

La spocchia del Web

… ovvero mi si è alzato Klout, ma il mio idraulico non lo sa.

La questione del giorno è: ha vinto le primarie chi ha comunicato di meno attraverso gli strumenti del web, perché? Le analisi si sprecano ma. a parte l’opinione argomentata degli specialisti in comunicazione (vedi una sintesi qui), a me interessa osservare il tono generale dei commenti, prima durante e dopo il voto,  dei semplici utenti e fan dell’uno e dell’altro schieramento: almeno di quelli che si trovano nella mia cerchia di contatti.

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