Complicato, complesso, complotto

Complicato, complesso, complotto

maledire-oscurita-lao-tseIl mondo è complesso e non di rado complicato. Così complicato  che molti , non riuscendo ad accettare l’imprevedibile caos che lo governa, ricorrono spesso a teorie complottistiche, o comunque fantasiose, di vario tipo e natura: immaginazioni di questo tipo almeno danno senso, e un senso facile, comprensibile, a ciò che non si capisce. 

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Saltare su un carro trainato da una bufala … e farsi male.

Saltare su un carro  trainato da una bufala … e farsi male.
ancora una bufala: basterebbe un po' di consapevolezza

copia-incolla: e la bufala diventa branco

L’ultima bufala –  tormentone via facebook a proposito del malvagio algoritmo recita così (copio-incollo, errori di formattazione e di punteggiatura inclusi,  da uno dei miei contatti che è imprudentemente caduto nel trappolone):

Beh, anch’io sto saltando sul carro che combatte la modifica dell’algoritmo di Facebook, poiche’ ho notato che non vedo più tanti post dei miei contatti .
Ecco come evitare di vedere sempre e solo gli stessi 25 amici :la vostra sezione notizie mostra di recente solo i post delle stesse poche persone, perché facebook adotta un nuovo algoritmo che propone le persone che leggono i vostri post. Tuttavia,volendo scegliere da solo,vi chiedo un favore. Se state leggendo questo messaggio , lasciatemi un commento veloce, un “ciao”, un adesivo, qualsiasi cosa vogliate, così sarete visualizzati nella mia sezione notizie. Altrimenti Facebook sceglie chi farmi vedere, e non gradisco che Zuckerberg lo faccia in mia vece. Voi ?.
Copiate ed incollate questo testo sulla vostra bacheca , in modo da poter godere di più interazione con tutti i tuoi contatti e bypassare il sistema.
Grazie per la dritta da chi ha già copiato e incollato quanto sopra.
Tenete il dito giu ‘ ovunque in questo post e “Copia” salta fuori. Cliccate su “Copia”, poi accedete alla vostra pagina, avviate un nuovo post sulla vostra pagina, poi mettete il dito ovunque nel campo bianco, vi apparira’ “incolla” salta su e cliccateci sopra… et voilà!.

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Scrivere con lentezza e fregarsene dei social (o almeno provarci)

Scrivere con lentezza e fregarsene dei social (o almeno provarci)

Tornare a scrivere fra gatti e libri

Scrivere, senza perché

Sento aria di primavera e, essendo meteoropatica, avverto che il mio umore sta sottilmente cambiando. Per esempio, ho voglia di ritornare a scrivere: soprattutto, a scrivere senza uno scopo, così, solo per il gusto di farlo, per il piacere di raccontare una storia, di condividere una passione, di comunicare una scoperta, di fare domande ed aspettare risposte.

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Gli Stati Generali, il giornalismo e gli esperimenti di una prof curiosa

Gli Stati Generali, il giornalismo e gli esperimenti di una prof curiosa

social-media-419944_640Dopo essere stata inghiottita (per tanto, troppo tempo) da Facebook e dalle sue dinamiche drogate, ho pensato che bisognava uscire dall’incantesimo. Ricominciare ad argomentare in uno spazio più ampio e flessibile di un post in bacheca, ragionare invece di buttar lì una battuta veloce e via, costruire riflessioni condivise e documentate.

È faticoso. Scrivere un post, anche breve, mi richiede tempo, attenzione, concentrazione. C’è dietro, sempre, un lavoro di verifica e controllo. A un certo punto ho creduto che i ritmi veloci del web così come ora si è sviluppato (condividi, twitta, ritwitta, metti un like, commenta random etc etc) ormai non si adattassero più a una cosa vecchiotta e démodé come il blog. Stare sul pezzo, sempre. E la vita scorre veloce fra uno scatto di Instagram, un messaggio su Whatsapp, un “mi piace” su Facebook, un hashtag su Twitter.

Ma siamo sicuri che vada bene così? Certo, è più facile assecondare l’onda: è anche più divertente, diciamolo. Sebbene talvolta gli inevitabili flame nei quali ti trovi invischiato sciupino il divertimento. E poi la gente commenta, commenta i commenti, sta sempre con il cellulare in mano senza guardare mai a destra e a sinistra: c’è un mondo intorno, ma chi se ne frega? ce n’è un altro,  apparentemente più vasto a portata di clic. Stare dietro a tutti è estenuante. Altro che blog.

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Facebook non è il nemico: studenti, professori e l’ipocrisia digitale.

Facebook non è il nemico: studenti, professori e l’ipocrisia digitale.

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Accanto all’ingenuità digitale, l’altro atteggiamento che davvero irrita è l’ipocrisia digitale: quella di chi … «signora mia, che tempi!» e giù, bordate di critiche contro la Rete sentina di ogni male, luogo malfamato da non frequentare,  popolato di bulli, malintenzionati, imbroglioni, pedofili, sciacalli, narcisisti, imbonitori etc etc. E il peggio del peggio, naturalmente, gli oscuri bassifondi dove è pericolosissimo avventurarsi, il cui accesso dovrebbe essere proibito a giovani e giovanissimi, sono i social network, Facebook in primo luogo.

Tutto questo, ovviamente, ribadito, ripetuto e proclamato dai profili social di queste anime candide, a dispetto della contraddizione evidente.

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Ma quanti amici hai, davvero? Su Facebook, il numero di Dunbar e le illusioni del narcisismo in Rete.

Vanitosa! Narcisista! Presuntuosa! Una persona qualsiasi che sventola come un trofeo l’inquietante numero (ad oggi) di 2906 “amici” su Facebook. Vergogna! Che cosa me ne farò, di tutti questi contatti, non lo so davvero. Già da tempo mi sono accorta che le mie interazioni si limitano ad un gruppo ristretto di persone: ci diamo ragione l’uno con l’altro, ci scambiamo reciproci like, condividiamo le nostre robette, commentiamo con faccine e amenità varie le nostre foto e i nostri aggiornamenti più o meno seriosi, più o meno spiritosi.

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