Bacheca aperta, porta aperta

Bacheca aperta, porta aperta

aprire la bacheca, far scoppiare la bollaLa mia bacheca Facebook, il mio profilo Instagram, il mio account Twitter restano ostinatamente aperti: e con questo post spiego perché. 

Da molti anni, ormai, mantengo aperta la mia bacheca di facebook (mi riferisco a facebook, perché altrove, anche se esiste, la mia presenza è molto più appannata), in modo che quanto scrivo e condivido sia visibile al mondo tutto e non solo ai miei contatti. Va detto che il numero dei miei «amici» su facebook è abbastanza alto: al momento 3250 più 121 followers che hanno la possibilità di leggere i miei post pubblici, ovvero tutti. Siamo ben lontani dal cosiddetto «numero di Dunbar», ovvero il numero massimo delle relazioni sociali stabili che un essere umano è in grado di sostenere (ne parlavo in un altro post, un po’ di tempo fa): quindi mi rendo conto che le cifre sopra sbandierate sono sicuramente più virtuali che reali, se mi si consente di usare questa parola notoriamente fuorviante.

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FOMO, la (ir)resistibile paura di perdersi

FOMO, la (ir)resistibile paura di perdersi

FomoGli apocalittici tempi (post)moderni ci regalano di continuo qualche nuova forma di pazzia: come, appunto, la cosiddetta FOMO, acronimo dell’inglese Fear of Missing Out, in italiano «paura di essere tagliati fuori»: un’ansia «sociale» che è cresciuta esponenzialmente con la diffusione e la pratica dei social network. La quantità impressionante di informazioni, più o meno rilevanti, che si rovescia quotidianamente sugli schermi dei nostri dispositivi, ritmata dal suono martellante delle notifiche, alimenta inevitabilmente il timore che qualcosa di assolutamente importante, fondamentale, insostituibile e imprescindibile possa sfuggire al nostro sguardo febbrile: FOMO, appunto, ovvero quell’impulso irrefrenabile a  controllare compulsivamente i nostri profili social, le mail, i messaggi di whatsapp, gli aggiornamenti di instagram, con il terrore inconfessato che «perdere il passo» ci condanni all’irrilevanza, all’invisibilità, all’emarginazione.

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Sorvegliare e deridere. L’illusoria libertà della Rete

Sorvegliare e deridere. L’illusoria libertà della Rete

dislike-cloudApparentemente viviamo in un’epoca di sfrenata libertà di espressione: se prima la tribuna dell’oratore nella pubblica agorà era riservata soltanto a chi sapeva o poteva esprimersi, ora basta uno smartphone e, se anche non si ha niente di particolarmente intelligente da dire, si dice lo stesso. Libertà, dicevo. E di questa libertà quasi tutti approfittano: la Rete è diventata l’immensa discarica delle nostre esternazioni, delle nostre passioni, delle nostre idiosincrasie, delle nostre follie. E, naturalmente, dei nostri pregiudizi, dei nostri errori, della nostra ignoranza. Ma questa libertà, o licenza, di dire tutto quello che ci passa per la testa è reale?

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Complicato, complesso, complotto

Complicato, complesso, complotto

maledire-oscurita-lao-tseIl mondo è complesso e non di rado complicato. Così complicato  che molti , non riuscendo ad accettare l’imprevedibile caos che lo governa, ricorrono spesso a teorie complottistiche, o comunque fantasiose, di vario tipo e natura: immaginazioni di questo tipo almeno danno senso, e un senso facile, comprensibile, a ciò che non si capisce. 

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Saltare su un carro trainato da una bufala … e farsi male.

Saltare su un carro  trainato da una bufala … e farsi male.
ancora una bufala: basterebbe un po' di consapevolezza

copia-incolla: e la bufala diventa branco

L’ultima bufala –  tormentone via facebook a proposito del malvagio algoritmo recita così (copio-incollo, errori di formattazione e di punteggiatura inclusi,  da uno dei miei contatti che è imprudentemente caduto nel trappolone):

Beh, anch’io sto saltando sul carro che combatte la modifica dell’algoritmo di Facebook, poiche’ ho notato che non vedo più tanti post dei miei contatti .
Ecco come evitare di vedere sempre e solo gli stessi 25 amici :la vostra sezione notizie mostra di recente solo i post delle stesse poche persone, perché facebook adotta un nuovo algoritmo che propone le persone che leggono i vostri post. Tuttavia,volendo scegliere da solo,vi chiedo un favore. Se state leggendo questo messaggio , lasciatemi un commento veloce, un “ciao”, un adesivo, qualsiasi cosa vogliate, così sarete visualizzati nella mia sezione notizie. Altrimenti Facebook sceglie chi farmi vedere, e non gradisco che Zuckerberg lo faccia in mia vece. Voi ?.
Copiate ed incollate questo testo sulla vostra bacheca , in modo da poter godere di più interazione con tutti i tuoi contatti e bypassare il sistema.
Grazie per la dritta da chi ha già copiato e incollato quanto sopra.
Tenete il dito giu ‘ ovunque in questo post e “Copia” salta fuori. Cliccate su “Copia”, poi accedete alla vostra pagina, avviate un nuovo post sulla vostra pagina, poi mettete il dito ovunque nel campo bianco, vi apparira’ “incolla” salta su e cliccateci sopra… et voilà!.

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Tornare su facebook, perché

Facebook fra odio e voyeurismo

I motivi per starsene fuori da facebook ci sono ancora tutti: la paura della dipendenza da social, l’avversione per discussioni che non portano a nulla (perché tutti parlano, ma nessuno ascolta davvero), la nausea per l’odio, la violenza, l’ignoranza, la mancanza di pudore di troppi utenti, i timori per la mia privacy, il senso di claustrofobia che mi prende quando constato l’invadenza che questo particolare social ha nelle nostre vite etc etc.

Ho trascorso questo esilio nelle lande più riposanti di Instagram (che comunque appartiene al medesimo padrone), nel tentativo di trasformare in influencer involontarie le mie gatte: tutto sommato, mi sembrava più produttivo, il che la dice lunga sulla mia fiducia nelle potenzialità comunicative di un social che sembra far emergere il lato peggiore dei suoi più assidui frequentatori. Twitter non riesce ad appassionarmi, Linkedin mi fa troppe proposte di lavoro (sic!), il blog comunque langue e …  alla fine ho riattivato il profilo facebook.

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