Di acciaio, ambiente, strumentalizzazioni

L’articolo di Alessandro Marescotti, presidente di PeaceLink,  pubblicato sul suo blog (ospitato del Fatto Quotidiano) a proposito della manifestazione di ieri a Piombino è stupefacente. Praticamente costruito sul nulla: una polemica pretestuosa e strumentale, dai toni anche piuttosto offensivi nei confronti dei cittadini piombinesi, che vengono descritti come una massa di utili idioti manovrati dalla politica locale per loschi interessi e pronti ad sacrificare la salute loro e dei loro figli sull’altare del lavoro ad ogni costo

 

Cominciamo dalla prima affermazione discutibile del prof Alessandro Marescotti:

Ma come fanno gli studenti a farsi strumentalizzare dagli adulti fino al punto da scendere in piazza per respirare più sostanze chimiche dannose alla loro salute?

 

Diciamo che gli studenti, molti dei quali figli di operai o di impiegati dell’industria piombinese, non scendono in piazza con l’intento di farsi avvelenare felici e contenti, ma perché sono consapevoli di di un fatto molto concreto: l’espulsione dal lavoro di 4000 addetti, fra lavoratori dello stabilimento e dell’indotto, in mancanza di una concreta e tempestiva soluzione occupazionale alternativa, avrà un impatto devastante sul tessuto sociale ed economico della città. Le conseguenze si ripercuoteranno fatalmente proprio sui ragazzi, sulle loro prospettive future, finanche sulla possibilità di studiare e di formarsi per garantirsi scelte differenti da quelle dei loro genitori e dei loro nonni. A costo di sembrare qualunquista, toscanamente ricordo: senza lilleri non si lallera.

Andiamo avanti. Il prof. Marescotti scrive:

Ma come va la salute a Piombino? Così bene da poter scendere in piazza per difendere quell’acciaieria?

La verità ce la dice lo studio ‘Sentieri ’ dell’Istituto Superiore della Sanità: ”Alcuni metalli pesanti (arsenico, piombo, cadmio, mercurio, cromo) e alcune sostanze chimiche (idrocarburi policiclici aromatici) presenti nel Sin sono tossici urinari e possono avere svolto un ruolo nell’eccesso per le malattie dell’apparato genito-urinario“.

Inoltre uno studio geografico relativo alla mortalità nel sito di Piombino per il periodo 1988-1997 ha mostrato eccessi di mortalità negli uomini per la totalità dei tumori, il tumore del polmone e il linfoma non Hodgkin. Un altro studio geografico della mortalità nel periodo 1986-2000 per tumore del polmone tra gli uomini residenti nelle vicinanze della cokeria di Piombino ha evidenziato “un eccesso di mortalità nel perimetro di 1400 metri intorno all’impianto e un progressivo aumento della mortalità per tumore del polmone al diminuire della distanza della residenza dalla cokeria per i soggetti con più lunga storia residenziale a Piombino”. Tutte cose che sono citate nello Studio Sentieri.

E’ stato persino riscontrato il bioaccumulo di metalli pesanti nei licheni epifiti utilizzati come sentinelle dell’inquinamento da metalli.

 

Vorrei che si prestasse attenzione alle date di riferimento per gli studi citati: periodo 1988-1997; periodo 1986-2000. Non ho nessuna ragione di mettere in dubbio lo studio di Sentieri, solo che mi domando come mai non si citino risultati più recenti. Dal 1997 sono trascorsi 16 anni, 13 dal 2000: la situazione è migliorata, peggiorata, rimasta stazionaria? In effetti io non sono un’ esperta né in statistica né in epidemiologia ma da altri dati che ho reperito in Rete (aspetto conferme o smentite, ovviamente basate su fatti e non su illazioni) pare che negli anni l’inquinamento ambientale, puntualmente rilevato da Arpat, sia costantemente diminuito: vedi, ad esempio, le recenti dichiarazioni dell’assessore Chiarei riferite a dati del 2013. Quindi o Marco Chiarei è un criminale che mente spudoratamente in accordo con l’Arpat (e allora andiamo di corsa tutti in procura), oppure qualcosa non torna nelle argomentazioni di Marescotti

Del resto anche le conclusioni dello studio Sentieri su Piombino non sono così catastrofiche (di certo assai meno di quelle riferite a Taranto)  quanto il post di Marescotti lasci intendere. Leggiamo

“In conclusione, i residenti del Comune di Piombino mostrano un profilo di mortalità della popolazione residente compatibile con l’atteso e alcuni elementi sulla base dei quali si suggeriscono alcuni approfondimenti conoscitivi.

Per l’eccesso di tumore della pleura nei soli uomini, anche se basato su pochi eventi, è ipotizzabile un ruolo eziologico della componente occupazionale ed è meno plausibile il ruolo delle esposizioni ambientali in quanto l’eccesso non è presente nelle donne. Parte del ruolo occupazionale può essere dovuto all’esposizione a fibre di amianto per gli addetti all’area portuale.

Nell’analisi di SENTIERI le malattie respiratorie negli uomini non risultano in eccesso, a differenza dei risultati evidenziati in studi precedenti, e nelle donne sono in difetto. Questi risultati suggeriscono la conduzione di un’attività di sorveglianza longitudinale delle patologie dell’apparato respiratorio.

Alcuni metalli pesanti (arsenico, piombo, cadmio, mercurio, cromo) e alcune sostanze chimiche (idrocarburi policiclici aromatici) presenti nel SIN sono tossici urinari e possono avere svolto un ruolo nell’eccesso per le malattie dell’apparato genitourinario.

La conduzione di studi di coorte dei dipendenti della cokeria, dell’impianto siderurgico e di alcuni comparti dell’area portuale con un’analisi di mortalità e di incidenza contribuirebbe a dimensionare il ruolo eziologico della componente professionale del tumore del polmone e della pleura. Inoltre si suggerisce uno studio di biomonitoraggio per valutare l’esposizione umana alle concentrazioni di metalli pesanti e IPA presenti nell’ambiente, al fine di distinguere il ruolo delle esposizioni occupazionali da quelle ambientali”.

 

Ribadisco: le conclusioni, molto prudenti, sono tratte sulla base di dati non aggiornati. E in ogni caso lo studio è molto lungo e complesso, assai specialistico: mi chiedo se estrapolarne una frase qua e là sia il modo più corretto di fare informazione su temi delicati (a dire la verità mi sono fatta un’altra domanda: ma lo studio ha avuto un seguito, come, ambiziosamente, ci si proponeva,  o è rimasto lì, come una cattedrale nel deserto, immagino assai costosa, ma utile solo a fotografare un situazione ormai trascorsa?)

Intendiamoci,  qui non si vuole negare che esista un rapporto stretto fra inquinamento e aumento delle patologie, né, beninteso, si intende scambiare salute con lavoro. E’ questo il punto: nessuno dei manifestanti presenti ieri, fossero o non fossero identificabili con una sigla politica specifica o con una delle tante realtà associative piombinesi, chiedeva di essere immolato alla causa dell’occupazione ad ogni costo. Chiediamo piuttosto che l’industria siderurgica non sia dismessa (anche perché siamo tutti consapevoli che il sacrificio di Piombino fa parte di un quadro più ampio e preoccupante di rinuncia ad una qualsiasi strategia industriale in Italia e che non è altro che un ulteriore segno di declino) ma che torni ad essere considerata un settore strategico, degno di investimenti e di innovazione. Sappiamo che il nostro territorio ha anche altre potenzialità che possono e devono integrare le scelte industriali. Lo sa, evidentemente, anche l’Amministrazione Comunale , se oggi il sindaco Anselmi sulla sua bacheca facebook scrive:

PIOMBINO 2.0 – terminata una lunga riunione al MISE sull’Area di Crisi Complessa di Piombino (art.27). Abbiamo proposto: 1) innovazione siderurgica con Corex supportata da fondi BEI e Forno elettrico con compartecipazione statale; 2) polo di rottamazione navi a partire dalla Concordia integrato col polo siderurgico; 3) supporto alla bonifica e alla infrastrutturazione di aree per la piccola e media impresa innovativa da finanziare con fondi nazionali e comunitari 2014-2020; 4) sostegno alle imprese innovative, in particolare su progetti legati alla green economy, sulla legge 181; 5) creazione di un polo di ricerca su materiali e bonifiche coinvolgendo le università toscane e i ministeri; 6) creazione di un pacchetto di incentivi fiscali e contributivi per i nuovi insediamenti produttivi, sul modello delle Zone Franche Urbane. Gli uffici ministeriali e regionali partono con le verifiche e presto sarà definito un documento di indirizzo che guiderà le attività amministrative. Oggi non si è parlato di AFO, ma è chiaro che il futuro che vogliamo non prescinde dall’arrivarci vivi. Per questo faremo tutte le pressioni possibili sul Governo perché l’altoforno non si fermi. Piombino non deve chiudere perché può essere il simbolo dell’innovazione e del cambiamento.”

 

Solo promesse? Vedremo. Anselmi mette apertamente in gioco la sua credibilità, noi cittadini valuteremo e verificheremo. Ma non per partito preso e sulla base di due o tre notiziole raccattate qua e là in Rete.

Marescotti è di Taranto ed è evidente che nel parlare (o meglio, straparlare) di Piombino in realtà guarda alla sua situazione e ad interlocutori politici locali. Avrà qualche mira specifica, che ne so, ma quali siano le sue ragioni non mi interessa, né mi interessa scendere in difesa, per dire, della nostra Amministrazione Comunale a prescindere.  Ma, francamente, l’alterazione della verità disturba così come disturbano le offese gratuite, pronunciate in totale assenza di una reale comprensione di quella che è la situazione della nostra città. Ammettendo che Marescotti nella sua crociata sia in buona fede, dovrebbe rendersi conto che la storia di Piombino è ben diversa da quella di Taranto, e che usare argomenti impropri in modo tanto strumentale danneggia in primo luogo la causa ambientalista, di cui lui è fervente, ma discutibile, paladino

Perché l’ultima parte del post è davvero pesante:

Ho controllato su Internet e il dubbio è diventato certezza: Piombino è governata dalla sinistra. Sindaco Pd: Gianni Anselmi, laureato in Economia e Commercio all’Università di Pisa, consulente aziendale. Oggi ha parlato di “sogno svanito” per il siderurgico.

“I have a dream”, potrebbe declamare guardando le ciminiere. Iscritto ai Ds nel 1997, è stato eletto sindaco una prima volta con le consultazioni elettorali del  2004 ed è stato rieletto al primo turno nel 2009, sostenuto da Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà, Italia dei Valori e Comunisti Italiani.

Tutto spiegato.

Lunga vita agli abitanti di Piombino.

In caso di eventi avversi, possono comunque avvalersi del testamento biologico, segnalato sul sito del Comune di Piombino.

 

Che qualcuno, magari lo stesso Marescotti (che sulla sua bacheca Facebook si vanta di non essere stato capace di rimanere zitto) mi (ci) spieghi il senso dell’ultima affermazione: piombinesi tutti invariabilmente trinariciuti e pronti a vendersi vita e anima per un pugno di euro? completamente asserviti alla monocultura industriale dei Komunisti brutti e cattivi? E che caxxo c’entra il testamento biologico? che argomento è? Marescotti, che è un pacifista, si è reso conto di quanto il suo sarcasmo sia stato violento? Violento perché nasce da un pregiudizio, perché non si sforza di capire, perché, accecato dall’amore per una causa in sé lodevole,  dimentica la correttezza dell’analisi. Perché, in definitiva, non ascolta.

Che tristezza.

P.S. Sono insegnante anch’io, come Marescotti. Mio marito, impiegato Lucchini, è morto tre anni fa di tumore al pancreas. Ho due figli molto giovani. Non ho tessere in tasca. Non ho verità rivelate. Non ho interessi o ambizioni di nessun tipo. Cerco solo, onestamente, di capire. Ieri, sulla mia bacheca facebook scrivevo:

Una giornata di strane e contrastanti emozioni: l’orgoglio di essere parte della mia città, Piombino, manifestando in piazza, la nostra meravigliosa Piazza Bovio, con tanti amici, compagni, concittadini, per difendere lavoro, identità, storia; insieme all’orgoglio, tuttavia, la paura per il futuro e l’angoscia per quello che rischiamo di perdere. E poi la tragedia di Lampedusa, quei corpi senza nome allineati lungo il molo, le lacrime della gente comune, le strumentalizzazioni indegne di alcuni. Restiamo umani, se possiamo. Ricordiamo alle tante facce del potere che le persone non sono numeri, non sono carne da macello o da cannone, non sono massa anonima di pressione o manovra, non sono vittime sacrificali sull’altare del denaro. Rammentiamo che cosa significhi, davvero, servire nell’interesse collettivo e non per i piccoli, meschini calcoli di bottega che ci stanno conducendo al disastro. Come qualcuno diceva oggi dal palco, il tempo sta scadendo.

 

Piombino, la nostra piazza.

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