E-Democracy.

Fra i miei contatti su facebook e twitter, posso annoverare un certo numero di politici in attività. Francamente, quando sono di malumore,  avrei voglia di cancellarli tutti, uno per uno, compresi quelli che mi capita di conoscere personalmente (ma non millanto nessun credito presso di loro, sia chiaro. Parafrasando il Marchese del Grillo “loro so’ loro e io non conto un cazzo“, anche se qualche volta ci siamo salutati e abbiamo scambiato due parole). Nonostante tutto me li tengo, se non altro per curiosità: spiare le loro bacheche, sempre in bilico fra propaganda (la loro) e illusione (quella dei loro commentatori e followers) è comunque istruttivo.

Questa è la democrazia in Rete. Profili di VIP, su Twitter o Facebook, magari gestiti da staff a pagamento, e una manica di coglioni che si illude di poter interagire direttamente con i “padroni del vapore”, di essere in grado, almeno qualche volta di far udire la propria vocina nell’ovattata stanza del potere. Ma figurati.

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