La retorica della gioventù e le letterine del Corriere

Ho appena finito di appendere in camera mia i (doverosi) poster dedicati a Bob Dylan e Patti Smith. Erano giovani e ribelli, e ora sono decisamente “appassiti”. Beh, anch’io ero giovane e ora mi ritrovo a contemplare allo specchio una faccia perplessa da cinquantenne riottosa. Già che ci sono, mentre scrivo ascolto Rino Gaetano che, se fosse vivo, sarebbe oltre i sessanta. Rassegniamoci: noialtri ex baby boomer ormai siamo vecchi arnesi. Vecchi, e anche un po’ schifosi: ipertutelati, attaccati come cozze ai nostri piccoli e grandi privilegi, abituati a sguazzare nel clientelismo più bieco, ostinati avversari del merito, in ogni sua forma e declinazione. Vergogniamoci. E basta.

A parte gli scherzi, mi chiedo: a chi conviene questa rappresentazione schematica, un po’ rozza, francamente insufficiente del cosiddetto “conflitto generazionale”. Leggo sul “Corriere” la lettera dei “ventenni” al premier e al ministro del lavoro, significativamente intitolata: “Non lasciate i giovani fuori dal tavolo. La sfida è passare dal privilegio al merito”, e non posso nascondere una certa perplessità: slogan giustissimo, per carità (sono madre single di due giovani e figurarsi se mi auguro che restino, in futuro, “fuori dal tavolo”), ma … al di là delle generalizzazioni, che cosa si propone esattamente? Ah sì, la meritocrazia, ovvio, e la drastica riduzione delle “mille garanzie che le generazioni che ci hanno preceduto si sono arbitrariamente assegnate”. Perché, e questo significa parlar chiaro, secondo questi ventenni “i nostri padri oggi vivono nella bambagia delle tutele grazie ad un «dispetto generazionale »”. Nel frattempo la Marcegaglia attacca duramente il sindacato, accusandolo di proteggere “assenteisti cronici e ladri”. Allora, nella migliore delle ipotesi la tutela equivale a “bambagia”, nella peggiore a difesa cieca di fannulloni e disonesti. Quando si dice evitare le semplificazioni e dibattere .senza pregiudizi.

Però però però: ma chi sono questi fantomatici ventenni? Chi li ha sciolti? Com’è che di botto sono diventati per il Corsera i rappresentanti di un’intera generazione? La puzza di propaganda di bassa lega arriva forte fin nel mio covo di vecchia privilegiata accoccolata nell’ovatta. E infatti … ecco svelato l’arcano da “Il Corsaro. L’altra informazione”. Uào, il Corsera sbugiardato dal Corsaro: non male, come effetto collaterale dell’informazione dal basso.

Esemplare la biografia del primo firmatario (ma non male anche quella degli altri quattro presi in esame dal Corsaro: non manca nemmeno il veltroniano di turno): “Antonio Aloisi è membro del consiglio di amministrazione della Bocconi, come rappresentante degli studenti eletto nella lista di centrodestra “B Lab”, nonché figlio di un noto esponente del centrodestra salentino, già membro del Consiglio Regionale pugliese per Forza Italia, ora passato con Adriana Poli Bortone”.

Ah.

 

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