Femminicidio, quant’è comodo pensare che non esista

Rispetto al fenomeno del femicidio/femminicidio, pare che sia in atto un tentativo di ridimensionamento se non addirittura di negazione del fenomeno. Ne parla dettagliatamente Loredana Lipperini, in un’attenta e documentata analisi dei numeri che da alcuni vengono addotti per giustificare l’idea che il femminicidio sia soltanto una bolla mediatica, alimentata dall’isterismo dei giornali e da un pessimo e distorto uso dei dati statistici. Al termine del suo puntuale smontaggio delle affermazioni negazioniste, la Lipperini afferma:

se abbiamo davanti un’incidenza percentuale che ci dice che, a differenza di altri delitti, il femminicidio esiste e non cala come gli altri crimini, se abbiamo davanti un’assenza di dati e di risorse, si dovrebbe concludere – e sarebbe logico farlo – che abbiamo un problema. Il drappello di fact-checker, invece, conclude che NON lo abbiamo.

Difficile non condividere. A questo punto, la domanda che si impone è: perché?

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