Opportunità pari e dispari

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paritàUna proposta da condividere e diffondere

Gli ostacoli, prima o poi, arrivano per tutti.  Ma per alcuni la strada è più dura, accidentata, ripida. Le donne lo sanno bene. Le cosiddette “donne in carriera” sbattono spesso contro quello che viene chiamato “soffitto di vetro”, l’invisibile barriera che impedisce loro di arrivare ai vertici, là dove si prendono le decisioni che contano. Ma anche le altre, quelle che non nutrono ambizioni particolari, troppo spesso arrancano, fra pregiudizio, stereotipi, quotidiana fatica.

Detto questo, non mi piacciono i recinti, le riserve indiane, le pacche sulle spalle e i contentini. Mi guardo allo specchio: vedo una donna, una madre, una moglie, una lavoratrice. Ma, soprattutto, vedo una PERSONA. Nella sua unicità. Con la sua forza e le sue molte debolezze. Dubbi, fragilità e incertezze. E così ho sempre cercato di fare quando ho rivolto lo sguardo da me stessa agli altri: vedere PERSONE, nella loro irrinunciabile complessità, e non categorie, stereotipi, etichette.

Mi chiedo dove si debba fermare la battaglia per i diritti e chi abbia titolo per combatterla. La giustizia è giustizia. L’emarginazione è emarginazione. Le pari opportunità devono essere realmente applicate in ogni circostanza.  Donne, migranti, anziani, minori, persone LGBTI, disabili: la lotta di ciascuno è la lotta di tutti e per tutti, anche per quanti pensano di non essere coinvolti.

È una concezione ben strana quella che oggi prevede “commissioni pari opportunità” costituite soltanto da donne e interessate solo a problemi, diciamo così, «femminili». Come se si potesse spezzettare il tema dei diritti, magari per convenienza e per tattica.

Abbiamo la Costituzione più bella del mondo che, non a caso, all’articolo 3 recita:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

E allora tentiamo di applicare compiutamente questi sacrosanti principi! Per questo mi pare sia giunto il momento di promuovere nuovi strumenti e strade diverse per arrivare alla meta, una meta che è comune. È quello che stanno facendo Luca Giacomelli (Rete Lenford) e Luisa Merlini (gruppo LaicitaeDirittiPiombino) proponendo l’istituzione di una Commissione Pari Opportunità ed Eguaglianza «aperta e inclusiva, e impegnata per la prevenzione e la lotta di ogni forma di discriminazione presente sul territorio, dalla Regione ai singoli Consigli comunali».

Rimando al blog Un Mondo Altro per i dettagli dell’iniziativa, alla quale hanno finora aderito, oltre a numerosi cittadini, anche: Associazione nazionale Libera Uscita, Associazione nazionale Famiglie Arcobaleno, Associazione Left Lab Prato, Associazione Vorrei prendere il treno Onlus, Associazione Agedo Toscana.  Tommaso Fattori e  Paolo Sarti (Sì Toscana a Sinistra) si sono impegnati a presentare il progetto in Consiglio Regionale Toscano. Andate a leggere e, se vi va, aggiungete il vostro ai nomi di coloro che hanno scelto di sostenere la proposta: questo è il link

Scrivono, fra l’altro, i promotori:

Vi va di aiutarci a contattare il vostro comune di appartenenza, il sindaco, qualche consigliere e provare loro a proporre il nostro progetto? Il rinnovamento della commissione pari opportunità e la sua trasformazione in un istituto che non si occupi piu soltanto di parità di genere, ma di tutti quei cittadini che sono discriminati nel nostro paese, nessuno escluso. Un istituto a 360°.
Questo non significa che non dovrà piu occuparsi di tematiche femminili, ma soltanto che le donne non saranno le uniche destinatarie delle attenzioni della commissione. Una commissione rinnovata ed inclusiva anche per composizione: aperta ad uomini illuminati ed alle associazioni che operano sul territorio e non solo. Ci aiutate?
Quello che vi chiediamo è che il progetto non venga snaturato, ma che venga seguita la linea che stiamo provando a dare e che ne venga cmq, un minimo, riconosciuta la “paternità”.

Poi… ci raccontate come vanno le cose nel vostro comune? Ci giungono notizie di comuni virtuosi che hanno già ampliato competenze e composizione. Se avete notizie e documenti da farci leggere sono i benvenuti!

Ecco, molto semplicemente, invito quanti passeranno di qui a dare un’occhiata e a prestare il loro aiuto. È una cosa bella e importante.

 

 

 

 

 

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