Bruce Springsteen, 10 giugno 2012: non “un” concerto, “il” concerto”

Eccola lì, la “prof”, sotto il diluvio, bagnata come un pulcino, i capelli zuppi, i vestiti grondanti, a ballare come un’invasata, braccia verso il cielo e sguardo fisso su quel palco lontano. E lui, vestito di nero, la chitarra a tracolla, là, su e giù di corsa fra la sua band e il suo pubblico, la voce potente che ti trascina e ti ferisce dritto al cuore, inesauribile come se non conoscesse stanchezza, o la fatica dell’età, o le noie e gli acciacchi di noialtri, poveri mortali:  il “nostro” Bruce, il Boss, sacerdote officiante un rito straordinario che la pioggia violenta in qualche modo ha consacrato.

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