Programmi scolastici


Le primarie del centrosinistra tendono, ahimè, a focalizzarsi sulle persone dei candidati, il loro carisma, la loro capacità di comunicare, di far leva su singole caratteristiche per suscitare simpatia e identificazione. Naturalmente la politica è fatta anche di questo, ma non solo di questo: e l’esperienza degli ultimi quindici anni dovrebbe averci insegnato qualcosa.

Per esempio a valutare le intenzioni programmatiche. Che un candidato tenga fede alle sue promesse è un altro discorso, ma almeno, quando si arriverà alla prova dei fatti, potremo dire: “ci stai provando, bravo” oppure “ci hai preso in giro, sei un cialtrone”. Quel che non è lecito dire è: “Uh, mi stavi tanto simpatico, ti ho votato, ma mica lo sapevo che le tue intenzioni vere erano queste …”

Naturalmente, occorre che i programmi (presumibilmente articolati e focalizzati su esigenze concrete) ci siano, e non appaiano semplicemente  una collezione di pie intenzioni. Comunque, già il fatto di porsi alcuni problemi chiave sulla base di fatti reali  e di una  consapevole e informata discussione preliminare rappresenta, per quanto mi riguarda,  un elemento positivo.

Prendiamo la scuola, per esempio. Le ultime vicende relative alla ventilata ipotesi di aumento del carico orario a ventiquattro ore dimostrano che i docenti, per quanto sistematicamente umiliati e bistrattati, se si arrabbiano davvero rappresentano una minaccia potente. E comunque, ogni ipotesi di riforma della scuola deve passare attraverso il loro effettivo coinvolgimento, altrimenti è destinata ad arenarsi o, peggio, ad essere controproducente, tanto più che le contraddizioni del sistema scolastico sono tante e metterci mano è ormai impresa titanica.

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