Ritrovare la voce

Ritrovare la voce

paroleSi può raccontare davvero la propria storia in questo contenitore? Potrei inanellare una serie di belle frasi ad effetto per narrare come e perché sono diventata quello che sono. Sono sempre stata brava con le parole, sin da quando, ben prima di mettere piede in un’aula scolastica, ho imparato a leggere e a scrivere. E questo talento è stato il mio guaio.

“Ma come scrive bene, questa bimba”. Ma che grande dono, ma che frasi poetiche, ma che profondità di pensiero. Però nessuno leggeva davvero quello che andavo scribacchiando. Attorno a me un trionfo di lodi, di complimenti e di esclamazioni stupite. Ma nelle mie poesie infantili (credo di aver scritto le prime intorno ai sei anni) c’erano i segni di un malessere che nessuno coglieva: perché, forse, lo raccontavo troppo bene. Prevedibilmente, sono sempre stata la prima della classe e naturalmente destinata al liceo classico. Mia madre mi sognava scrittrice. Scrittrice e medico, per l’esattezza. E invece.

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L’altra vita di Floria. Operazione recupero. #1

Premessa. 

La Rete conserva ma, al tempo stesso, nasconde. Quando Splinder chiuse le trasmissioni, recuperai i miei post (otto anni di scrittura, mica noccioline) e, con qualche sforzo e patema tecnico, li trasferii su piattaforma wordpress.com. Se aprite la scheda “L’altra vita di Floria”, trovate l’archivio, un po’ disastrato, per intero. Solo che, di fatto, quel blog (che si chiama “Approssimazioni”, visto che il nome storico, “Contaminazioni”, è toccato a questo dove sto scrivendo) è invisibile, non aggiornato, congelato all’ultimo post scritto nell’ormai remoto 2011. Mi pare giusto dare il via ad un’operazione di recupero e riciclo dei contenuti ancora appetibili, visto che nell’operazione di blogging ho speso un bel pezzo di vita online.  Cominciamo da … (rullo di tamburi)

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