Una modesta proposta (missionari, professionisti e menefreghisti nella scuola). Prima parte

Una modesta proposta (missionari, professionisti e menefreghisti nella scuola). Prima parte

teachers0-birthday-1956.jpg!xlMediumCari colleghi,

sappiamo tutti che la vicenda degli scatti di anzianità prima corrisposti ai colleghi aventi diritto e poi chiesti indietro dal MEF non si è davvero chiusa con la retromarcia del Governo. La scuola è sotto attacco ormai da anni e tutti fiutiamo l’ennesima fregatura. Certo è che la corda è logora e minaccia di strapparsi da un momento all’altro.

Come ha scritto un mio contatto su facebook, il risultato prevedibile dell’ennesima triste sceneggiata sarà questo (cito): “Impoveriranno ulteriormente la scuola e indurranno a dire che i soldi per gli istituti se li sono fottuti gli insegnanti, che verranno etichettati come sciacalli famelici”.

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Caro Ministro …

Caro Ministro …

Gentile onorevole Carrozza,

più di una volta, da questo blog, mi sono divertita a scrivere  lettere a chi l’ha preceduta sul difficile scranno di Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca. Lettere “retoriche”, ovviamente, senza speranza di risposta da parte degli illustri destinatari, scritte più che altro per dare voce al mio disagio crescente: il disagio di una persona che nella scuola vive e lavora e che, soprattutto, nella scuola ha creduto e  vuole continuare a credere, nonostante l’ indifferenza ottusa dei vari decisori politici e tecnici, fino al livello più alto.

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2014 – Anno nuovo, blog rinnovato

Type-writer GirlHo trascorso una gratificante domenica smanettando sul tema del blog. È molto tempo che non scrivo su Contaminazioni. La testa era altrove, avevo altri impegni più pressanti e, soprattutto, frequentare la Rete mi creava un certo disagio, collegato all’impressione di perdere tempo rincorrendo suggestioni e chiacchiere superficiali mentre, in realtà, la vita vera, con buona pace dei tecno-entusiasti dell’ultima ora, sta altrove. Non è colpa del blog, ad essere sinceri: diciamo che Facebook è piuttosto chiassoso, confusionario, non di rado urtante  e finisce per vampirizzare tutte le belle attività che pure si potrebbero coltivare in Internet. Non se ne può fare a meno (dove andrei a pescare i miei venticinque lettori, altrimenti, visto che la “ggente” è – quasi – tutta lì?) ma spesso, in quei luoghi, si respira un’aria … pesante: e ogni tanto bisogna aprire le finestre, dare uno sguardo all’esterno, e respirare a fondo. Ma di questo parlerò meglio in seguito, se ne avrò voglia.

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