Il mio «PhD» … (non più «candidate», finalmente!)

Il mio «PhD» … (non più «candidate», finalmente!)

E così ho finito, almeno per il momento. Il 19 dicembre ho conseguito il mio dottorato in Sociologia e Storia della Modernità presso l’Università di Pisa , con una tesi dal titolo «La marginalizzazione dei saperi umanistici nel sistema di istruzione. Percezione sociale e strategie di resistenza». In commissione il mio relatore, Vincenzo Mele, affiancato dai commissari Alfonso Maurizio Iacono (Università di Pisa) e Mariano Longo (Università del Salento). Discussione ricca di spunti e di ulteriori suggestioni: per me non un punto di arrivo ma una nuova partenza, per approfondire ulteriormente la questione (che per me, in quanto docente di Lettere nei Licei, è evidentemente cruciale). Di seguito la traccia che mi ha aiutato a presentare il mio lavoro alla commissione e la presentazione.

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La collezionista di titoli … frustrata

La collezionista di titoli … frustrata

carta-del-docente-581x250Dice: ma che te ne fai di una seconda laurea? ne hai già una, sei in procinto di conseguire un dottorato, sei docente di ruolo da trent’anni, ben radicata nella tua scuola, quindi, a meno che tu non ti imbarchi in qualche impresa criminale, è impossibile che ti mandino via … e allora?

Beh, voglio levarmi uno sfizio e chiudere un conto aperto dall’epoca dei miei giovanili studi universitari, quando la seconda laurea era in programma, ma poi sfumò per improvvise e irrisolvibili difficoltà familiari ed economiche.

E siccome il MIUR mi omaggia di 500 euro che posso spendere in formazione, ho pensato bene che, una volta chiuso il dottorato, avrei potuto usare quei soldini per coltivare il mio antico amore per la filosofia (antica, per di più). Di computer, del resto, ne ho cinque (più quelli dei figli), di libri qualche migliaio, al cinema ci andrei lo stesso, a prescindere dai 500 euro, dal punto di vista della didattica innovativa e digitale IO, come animatore, dovrei fare formazione agli altri … insomma, per le mie esigenze di classicista, ancorché “digitale”, un bell’approfondimento strutturato nell’ambito della filosofia greca risulterebbe essere la classica spruzzata di cacio sui maccheroni.  Continue reading