Rieccola

Rieccomi.

Non so più quante volte, negli ultimi anni, ho abbandonato e ripreso in mano questo blog. Fagocitata dall’immediatezza di Facebook e scoraggiata dall’impressione che, nonostante il tempo perso per scrivere, riscrivere, correggere, limare, adornare un post qui su «Contaminazioni», fossi in grado al massimo di attirare l’attenzione sul titolo (perché, seriamente, fra i frequentatori dei social network quanti sono quelli che vanno oltre il titolo dei link condivisi?) e che quindi il gioco non valesse la candela, ho avuto più di una volta la tentazione di chiudere definitivamente.

Non l’ho fatto, perché a Contaminazioni sono affezionata: e così l’ho lasciato semivivo, in questa sorta di limbo, uno dei tanti spazi abbandonati che sopravvivono a fatica nella periferia della Rete.

Se ricomincio, le ragioni sono due. Prima di tutto, anche se «l’inverno è lungo ancora», «nel cuore riappare la speranza»  e  «nei primi giorni di malato sole la primavera danza» (Guccini): tradotto, sono meteoropatica e già avverto l’inquietudine tipica della primavera, dopo l’interminabile torpore invernale. In secondo luogo, sento che ho buttato via troppo tempo in preoccupazioni, attività, ansie che non mi appartengono, o non mi appartengono più: adesso per me è tempo di tornare a divertirmi, ed essenzialmente io mi diverto scrivendo.

Certo, mentre il mio povero blog agonizzava, altrove mi dedicavo a pensose e dotte elucubrazioni  (una tesi di dottorato e qualche articolo/contributo/intervento sparsi qua e là). Ma è bene che io sia sincera  fino in fondo: non ho la vocazione della studiosa di professione, sono e resto una dilettante, e la scrittura accademica è per me un dolorosissimo letto di Procuste, un esercizio penitenziale che soffoca e imprigiona la mia vera voce. Se pure in futuro mi autoflagellerò ancora, è comunque giunto il momento di voltare pagina.

Sono tornata, non fosse che per parlare con me stessa: dei libri che leggo, delle canzoni che ascolto, dei film che ho visto, delle cose che vado scoprendo un giorno dopo l’altro. Se qualcuno mi vorrà accompagnare in questo viaggio, tanto meglio. Magari c’è ancora chi non si ferma al titolo, ma apre i link, chissà.

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