Mi sfugge il senso.

Leggete qui:

“In un cammino difficile, dove tutti i ruoli si devono ridefinire, lo sguardo fisso e sicuro delle performers unito alla loro “debolezza estetica”, lo sguardo che guarda chi guarda, vede chi guarda, si guarda guardato, non rinunciando a niente del femminile, a noi è sembrata una risposta e una partita tensiva che andava giocata”.

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