Il legame dimenticato fra democrazia e lavoro

L’ultima “gaffe” del Ministro Fornero (ma davvero si tratta di gaffe, di un fraintendimento? oppure le parole del ministro, finalmente, contengono una chiara ammissione di verità, una presa di posizione dichiaratamente politica che rivela il trucco retorico di una pretesa neutralità “tecnica”?) sul tema del lavoro ha naturalmente suscitato vaste e scomposte reazioni. come se Elsa Fornero si fosse lasciata scappare chissà quale mostruosità e avesse pronunciato un imperdonabile sacrilegio. Il fatto è che il ministro ha semplicemente enunciato il principio che sta alla base di un evidente dato di fatto: il lavoro, in Italia, e non solo in Italia, non è più un diritto, e non da ora. Con la benedizione del cosiddetto “finanzcapitalismo“( tanto per citare Luciano Gallino) che negli anni ha goduto di un vasto assenso politico, trasversale alla destra e alla cosiddetta sinistra. La colpa non è di Monti o di Fornero, o meglio, non è solo loro. La storia è ben più antica.

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