Spoon River in Maremma

Spoon River in Maremma

romanzo sacha naspiniSembra, in apparenza, una narrazione realistica quella che Sacha Naspini  cesella nel suo «Le case del malcontento», impreziosita dall’uso sapiente del vernacolo locale, dal disegno accurato di quei dettagli paesani che fanno tanto colore locale: modi di dire, imprecazioni, il netto e diretto volgare toscano che tanto diverte quelli che toscani non sono e, allo stesso tempo, solletica e inorgoglisce la gente del posto quando se lo trova sbattuto sulla pagina con tutti i crismi della letteratura.

Al contrario, si tratta di una lingua sfacciata e cinica,  aspra e rabbiosa, sboccata e impietosa, che si nutre di disincanto e irride ogni residua bontà, ogni possibile gentilezza della vita: il realismo sfuma in una magia cattiva, un incanto ostile che inquieta e paralizza non solo i personaggi, smarriti nei loro soliloqui, ma anche i lettori che si avventurino per le strade tortuose dell’immaginario borgo maremmano.

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Individutopia. Un romanzo ambientato in una distopia neoliberale

Individutopia

Individutopia di Joss Sheldon

Ricordate la famosa frase di Margaret Thatcher «La società non esiste, esistono soltanto gli individui»? Vero emblema di un’epoca, punto di svolta verso una condizione dalla quale non riusciamo ad uscire, a tal punto si è incistata nelle coscienze. Ognuno per sé, ognuno in competizione con gli altri per raggiungere la vetta, sgomitando per arrivare primo, in nome della cosiddetta «meritocrazia». Se qualcuno non ce la fa, peggio per lui: l’individuo «imprenditore di se stesso» è impegnato in una quotidiana battaglia per emergere dalla massa, per conquistarsi il suo posticino al sole. Della fine che fanno gli altri, i perdenti, i tanti che arrancano, che gli importa? Cazzi loro. Se non ce la fanno, la colpa è soltanto loro: della loro lentezza, della loro mediocrità, della loro mancanza di fede. Bisogna crederci, bisogna andare avanti avanti avanti.

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