#JeSuisCharlie senza ripensamenti

#JeSuisCharlie senza ripensamenti

je_suis_charlieNon sono una provocatrice, sono educata e rispettosa e, anche se vivo in terra toscana, dove le bestemmie (pardòn,  i mòccoli, come li chiamiamo qui) segnalano non tanto la miscredenza quanto una certa simpatica intimità con il buon Dio, visto come uno di famiglia che si può, se è il caso, amichevolmente insultare, non apprezzo affatto la blasfemìa verbale.

Dirò di più: ho amici che si vantano di essere impenitenti mangiapreti, e non perdono occasione, specialmente su facebook e affini (dove, si sa, la tentazione di scrivere senza pensare è quasi irresistibile, forse perché si sa, o si spera, di non pagare pegno) per sbeffeggiare  fedi e fedeli di qualunque credo e natura e sbandierare il loro laicismo estremo. Non mi accodo mai alle loro esternazioni goliardiche e non le approvo, nonostante il mio dubbioso e inquieto agnosticismo. O forse proprio a causa sua.

E, tutto sommato, il genere Charlie Hebdo non mi è mai piaciuto più di tanto.

Ma

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Bookmarks for agosto 9th through agosto 16th

These are my links for agosto 9th through agosto 16th:

  • L’epidemia che rischia di distruggere il mondo – Il Sole 24 ORE – Il conflitto di interessi è l’indubbio frutto del pensiero unico del neoliberismo che ispira operatori, organismi di vigilanza e governi e li induce ad accettare le peggiori disuguaglianze e a creare politiche e interventi paradossalmente contraddittori, come la politica di austerità dalla quale si vorrebbe far dipendere la crescita, mentre ha l’unico effetto di aumentare la depressione e di rendere impossibile la crescita e quindi le future possibilità di pagamento del debito. L’avere metabolizzato, quasi fosse una conseguenza normale, il conflitto di interesse come motore del capitalismo finanziario e della speculazione non può che ricordare l’icastica immagine del grande Goya: «Il sonno della ragione genera mostri».
  • Non è un post per Ferragosto » Piovono rane – Blog – L’espresso – Da giornalista, la parte che piú mi ha colpito del libro di Gallino è peró quella che riguarda  le responsabilità di coloro che nei confronti di questa ideologia neoliberista potrebbero esercitare un pensiero critico (docenti universitari, economisti indipendenti, editorialisti etc) e che invece si sono fatti quasi tutti trascinare dalla corrente ‘mainstream’, vuoi per conformismo, vuoi per interesse, vuoi per pavidità, vuoi per ignoranza. Con il risultato appunto che – a dispetto della realtà – alle opinioni pubbliche appare ineluttabile se non addirittura auspicabile un sistema economico basato sulle colonne della disuguaglianza crescente e dell’insicurezza crescente.
    Una cecità che ci impedisce di vedere come paradossalmente questa ideologia – dopo averci portato alla Grande Crisi iniziata nel 2008 – ora pretenda di risolverla usando le stesse ricette e gli stessi dogmi che l’avevano provocata – e pure in versione aumentata.
  • L’Europa mal-trattata | Sbilanciamoci! – La Campagna – Noi, Economisti sgomenti, non possiamo che constatare la ripetuta, esasperante cecità delle élite europee, chiuse nell’autismo neoliberista, che concepiscono la politica economica solo come continua soppressione dei compromessi sociali e delle scelte democratiche. La nostra speranza è in un sussulto collettivo dei popoli europei. L’euro, nonostante la sua architettura distorta e insostenibile nel lungo termine, dà oggi ai popoli europei un interesse comune ad agire: un interesse comune a riappropriarsi delle istituzioni – in particolare della Banca centrale europea – che hanno in mano il loro destino. Il crollo – assai possibile – dell’euro negli anni a venire rischia di portare a un caos economico e politico dalle conseguenze incalcolabili.
  • Lettera agli amici europei sulla crisi italiana – Rassegna.it – Monti non condivide l’analisi della società che abbiamo fatto e in più la sua maggioranza non gli permetterebbe di fare queste cose: non ha potuto riformare davvero il sistema fiscale, non può lottare veramente contro l’evasione e la legge contro la corruzione è ferma in parlamento. La sua maggioranza non glielo permetterebbe perché è basata sul partito di Berlusconi e su un partito (l’Udc) che è stato alleato di Berlusconi fino al 2008 e che ha molti esponenti che sono stati coinvolti in inchieste sulla corruzione e la mafia. Ma i politici italiani dicono ai loro cittadini che non si può cambiare politica e non si può votare “perché così vuole l’Europa”. E per gli italiani rimanere in Europa è la cosa più importante e Monti sembra essere l’uomo giusto per questa missione.

Ipocrisia

Dell’articolo di Arnaldo Sciarelli “Il matrimonio gay? Io dico no”, pubblicato ieri su “Europa” in risposta ad un intervento di Anna Paola Concia (che a sua volta replicava ad un contributo di Silvia Costa e Patrizia Toia) non varrebbe la pena di parlare, se non fosse che… è scomparso! Dopo essere stato condiviso, commentato e, in genere, stroncato qua e là per la Rete, puff, è andato. Continue reading