La miseria del mondo

Di tutte le forme di persuasione occulta, la più implacabile è quella esercitata semplicemente dall’ordine delle cose

Pierre Bourdieu

Qualche giorno fa, mentre mi recavo in libreria per pagare la mia quasi quotidiana “tassa in libri”, ho incrociato, semi nascosta dietro un angolo, una donna non più giovane, italiana, vestita con una certa dignità,  anche se poveramente. Mi ha fermato: “Scusi, signora, posso farle una domanda?”.

Naturalmente l’ho fissata con una certa diffidenza, sia pure mascherata da un sorrisetto di cortesia. Pensavo, francamente, fosse una testimone di Geova, o qualcosa del genere.

E invece mi fa, a voce bassa, precipitando le parole, con un’espressione negli occhi fra implorazione e terrore: “Mi potrebbe dare qualche spicciolo per comprarmi qualcosa da mangiare? Perché è da ieri che non mangio, e mi sento svenire”.

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I Fantastici Cinque, il giorno dopo

Dopo la tempesta di sghignazzate che ha commentato la bizzarra strategia comunicativa scelta dal PD per pubblicizzare l’evento, abbiamo avuto anche noi il nostro bravo confronto all’americana. Naturalmente via facebook e twitter i commenti in diretta si sono moltiplicati: per esempio, io e un gruppetto di amici assolutamente trasversale (renziani, vendoliani, bersaniani, e pure un supporter di Gozi rimasto senza fissa dimora) ci siamo dedicati ad un furioso “liveblogging” a ruota libera su facebook (in realtà abbiamo perfezionato il metodo a partire da X Factor, quello di Morgan, Elio & C., il che la dice lunga).

Ammettiamolo, ci siamo divertiti, ma non era una cosa seria. Nel nostro gruppetto abbiamo concluso, mi pare, che i migliori, ognuno a suo modo, siano stati Renzi e Vendola. Bersani senza infamia e senza lode. Puppato discontinua e non sempre convincente. Tabacci non pervenuto. Ovviamente nessuno di noi si è spostato di un millimetro dalle posizioni originarie: per qualcuno Vendola è sempre troppo poetico, per qualcun altro Renzi è comunque troppo furbo, etc etc. E ho l’impressione che gli indecisi e gli scettici siano rimasti indecisi e scettici. I sondaggi post evento promossi dai vari giornali suggeriscono valutazioni diverse, a volte proprie opposte, sui risultati del confronto. Lasciamo stare le opinioni dei giornalisti in studio: ne avremmo fatto volentieri a meno, e comunque anche loro non sono usciti dal consueto gioco delle parti. Chissà, forse ha ragione Alessandro Gilioli: ieri non abbiamo sentito nulla che già non sapessimo, non abbiamo sentito nulla di quello che volevamo sapere.

In altri termini: i candidati hanno recitato ognuno il proprio personaggio, come da copione: Vendola l’idealista, Renzi l’americano, Bersani il padre di famiglia, Tabacci il democristiano, Puppato l’outsider un po’ inesperta. Ma certo sono mancati il guizzo, l’elemento di sfida, l’imprevisto che accende la fantasia, la frase che “buca lo schermo”. Devo ammettere che, alla fine, le parole che mi sono piaciute di più sono state quelle postate da Vendola sulla sua pagina Facebook: “Mamma quanto ho sudato. Grazie a tutti“. Forse non lo rendono più carismatico,  ma almeno promuovono un elemento di identificazione molto umana fra il leader e il suo “popolo”. Tuttavia a ben vedere anche questo fa parte della specifica retorica vendoliana, quindi niente di nuovo sotto il sole.

Francamente credo che l’unica cosa da fare, seppure non decisiva, al di là dei comizi, degli show, dei dibattiti televisivi, sia leggere con attenzione e confrontare i programmi scritti dei candidati: un confronto che io e Luisa di Laicità e Diritti, tanto per dire, ci proponiamo di fare, a proposito di diritti, sul blog che abbiamo creato per questa finalità: Diritti in gioco.

Su Internet ognuno di noi, se vuole, può gridare “Il Re è nudo!”. Ricordiamolo sempre e agiamo di conseguenza. 

 

 

I Fantastici 5 e il mio stipendio da 2 euro e 31

Volevo scrivere un post seriosissimo sulle cosiddette “famiglie vedovili” come la mia, ovvero famiglie duramente provate da un lutto e per di più tartassate da un regime fiscale assolutamente iniquo: stamattina, controllando preventivamente l’ammontare del mio futuro stipendio di novembre, ho scoperto che, grazie al saldo Irpef, riscuoterò la bellezza di euro 2,31. L’argomento è grave, ma di questi tempi, così duri per tutti, a chi potranno mai interessare le difficoltà economiche delle vedove e la loro situazione paradossale? Me lo chiedevo, un po’ esitante.

Poi, mentre stavo cercando un po’ di materiale, mi sono imbattuta prima nella home page del sito del PD, a proposito del confronto fra i candidati alle primarie del centrosinistra, confronto che si terrà stasera su Sky.

Poi mi sono fatta un giro fra le varie (e prevedibili) parodie.

Infine sono inciampata nell’ineffabile Twit di PDnetwork.

E a questo punto mi sono incazzata davvero.

Avete un po’ scherzato? Ma dove avete la testa? Avete  davvero perso completamente la percezione  dell’abisso che esiste fra questa goliardia da mediocri photoshoppisti e i problemi reali che la gente deve affrontare? E vi pare che 60.000 visite di gente che vi sta  perculeggiando ovunque per la Rete siano un successo?

Bene, mi sto preparando a seguire il fatale confronto fra i nostri caserecci supereroi. Si dovrebbe discutere del futuro dell’Italia. Forse.

O ci ritroveremo a vedere un cartone animato?

Si accettano scommesse. Io punto due euro e trentuno sulla seconda.

Programmi scolastici


Le primarie del centrosinistra tendono, ahimè, a focalizzarsi sulle persone dei candidati, il loro carisma, la loro capacità di comunicare, di far leva su singole caratteristiche per suscitare simpatia e identificazione. Naturalmente la politica è fatta anche di questo, ma non solo di questo: e l’esperienza degli ultimi quindici anni dovrebbe averci insegnato qualcosa.

Per esempio a valutare le intenzioni programmatiche. Che un candidato tenga fede alle sue promesse è un altro discorso, ma almeno, quando si arriverà alla prova dei fatti, potremo dire: “ci stai provando, bravo” oppure “ci hai preso in giro, sei un cialtrone”. Quel che non è lecito dire è: “Uh, mi stavi tanto simpatico, ti ho votato, ma mica lo sapevo che le tue intenzioni vere erano queste …”

Naturalmente, occorre che i programmi (presumibilmente articolati e focalizzati su esigenze concrete) ci siano, e non appaiano semplicemente  una collezione di pie intenzioni. Comunque, già il fatto di porsi alcuni problemi chiave sulla base di fatti reali  e di una  consapevole e informata discussione preliminare rappresenta, per quanto mi riguarda,  un elemento positivo.

Prendiamo la scuola, per esempio. Le ultime vicende relative alla ventilata ipotesi di aumento del carico orario a ventiquattro ore dimostrano che i docenti, per quanto sistematicamente umiliati e bistrattati, se si arrabbiano davvero rappresentano una minaccia potente. E comunque, ogni ipotesi di riforma della scuola deve passare attraverso il loro effettivo coinvolgimento, altrimenti è destinata ad arenarsi o, peggio, ad essere controproducente, tanto più che le contraddizioni del sistema scolastico sono tante e metterci mano è ormai impresa titanica.

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Questioni primarie

Ho riflettuto a lungo su che cosa fare. Primo nodo da sciogliere: votare o no, alle primarie del centrosinistra? Secondo nodo: chi votare? Alla fine, credo di aver preso la mia decisione. Voterò. Voterò Vendola.

La polarizzazione mediatica dello scontro sull’alternativa Renzi vs Bersani mi disturba non poco (per esempio, non è bello il burqua informativo imposto a Laura Puppato, le cui chance sono drasticamente ridotte dal silenzio assordante che circonda la sua proposta). Comunque la situazione è questa: la partita sembra giocarsi fra il giovane rampante e il politico di lungo corso, quindi per forza di cose articolerò il mio ragionamento a partire da questo dato.

A parte il giudizio sulla persona, che mi pare assai opportunista, non condivido sul piano politico la proposta di Renzi, eccettuato l’ovvio accento sulla necessità del rinnovamento: anche se mi pare sia già partita la gattopardesca corsa a cambiare casacca, nella speranza che un’ipotetica vittoria del “rottamatore” per antonomasia garantisca comunque il mantenimento del proprio posticino al sole.  Bersani è persona stimabile, ma si trascina dietro, a livello sia locale sia nazionale, l’ipoteca gravosa di un’oligarchia che ha delle precise responsabilità rispetto alla situazione difficile che stiamo vivendo e che non di rado ha promosso scelte politiche in perfetta continuità con il centrodestra. Il Partito Democratico non ha mai risolto davvero i suoi problemi di identità: nel tentativo di tener dentro tutto e tutti, si è condannato alla paralisi. La politica è l’arte della mediazione ma su basi di chiarezza: per sapere dove stiamo andando, bisognerebbe sapere chi siamo. Almeno averne un’idea.

E allora, sì a Vendola. Nella speranza che una sua positiva affermazione possa condizionare da sinistra la futura politica del fronte progressista; sui temi chiave del lavoro, dell’economia, dell’educazione, dei diritti. Perché, lo confesso, ho questa vecchia convinzione di sapore novecentesco: che la distinzione fra destra e sinistra abbia ancora un senso, tanto più oggi, quando l’invasamento durato decenni per politiche economiche di stampo neoliberista, invece di garantirci un luminoso futuro di benessere diffuso, ci ha portato dritti in braccio alla crisi che stiamo vivendo.

 

De Amicis non abita più qui

L’ormai famoso (o famigerato) video “Porta a scuola i tuoi sogni”, promosso dal MIUR, ha già procurato una marea di commenti e ormai il fatto non è più così fresco. In questo post, tuttavia, non entrerò se non marginalmente nel merito del messaggio che si voleva veicolare ma cercherò di comprendere perché questa operazione comunicativa non solo non ha funzionato, ma, fatalmente, non poteva funzionare. E non c’entra il fatto che il video sia stato girato in una scuola privata, per di più tedesca, di Milano: la location (per quanto  infelice, ammettiamolo) è l’ultimo dei problemi.

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